domenica 15 gennaio 2012

Ottimo il livello delle poesie giunte in finale...uno stralcio delle opere

L’altalena (Paola Marconi)
Sospesa
sulla terra che scivola
con il vento tra la pelle
le dita strette
alle corde dei ricordi
ogni slancio una partenza
ogni silenzio un ritorno

Su questa altalena
spettro nel verde
della mia infanzia
mi lascio cullare

Dopo tante attese
dopo tanto affanno
capire
che il gioco della vita
è tutto nell’arco
che si corre
e ripercorre
nel volo.

Segnalazione di merito Sezione A


Vuoi sapere di me (Daniela D’Errico)

Vuoi sapere di me
dei miei sorrisi.
Chiedilo al vento di scirocco
e di emozioni
che come una pineta lungo il mare
mi scuote
e fa di sale i miei pensieri.
Alla luna che cala nella stanza
e dolcemente mi riannoda al sogno.
Ad un “Inno alla gioia”.
Chiedilo ad Eduardo e a Filumena.
Ad una croce d’olio
su una frisa.

Segnalazione di merito Sezione A


Daniela D’Errico laureata in medicina, vive e lavora a Galatina, ha da sempre nutrito la passione per la poesia. Tra le varie pubblicazioni, di rilevante importanza sono le raccolte di poesie “ALLUCINARE E’ BELLO” del 2004 e “ECHI CALDI D'AZZURRO” del 2010.


Ho più di cento figlie (Laura Barone)

Ho più di cento figlie
son nate tutte dai parti del mio cuore
e crescon silenziose effondendo il loro ardore
tra i fogli un po’ sbiaditi d’ un vago rimatore.

Ho più di cento figlie
che del dolore conoscono il rumore
e a pranzo si cibano di sole e contentezza
per abbracciare gli occhi di sposi solitari
che tra le righe ricercano bellezza.

Segnalazione di merito Sezione A



Laura Barone è nata a Sesto San Giovanni.(MI). Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Lecce con una tesi di ricerca sul Teatro Inglese. Attualmente vive a Milano dove lavora come Funzionario d' ente locale nel campo della formazione e dell' orientamento scolastico.La sua prima raccolta, “Il Velo e i Pavoni”, è del 2001; altre poesie sono state pubblicate sulla rivista letteraria “Malvagia”, sulla rivista online “Zibaldoni ed altre Meraviglie” e nell'antologia “Orgoglio donna” edito da Editsantoro.



Romeo (Maria Rosaria Vetrugno)
E’ solamente un gatto
eppure quatto, quatto
scodinzola, mi sfiora
e il mondo mi colora.
Sornione si avvicina
e coccole mi chiede
mi tende la zampina
che posa sul mio piede.
Solleva verso me
quell’ umido musetto
è cucciolo ma è grande
nel darmi tanto affetto.
Attento lui mi osserva
In tutte le mie mosse.
Sorprese mi riserva
quasi come se fosse…
umano e un po’ speciale
e non un animale.

Che gioia ritrovarlo
nel ritornare a casa
sorrido nel guardarlo
che insegue una zanzara.
Mi salta in grembo, lesto,
mi guarda e fa le fusa,
la mano poi mi lecca
quasi a chiedermi scusa
Ha un mondo tutto suo
di curiosità ed istinto
che intreccia con il mio
naturalmente finto.
E’ solamente un gatto.
S’ accoccola felice,
le fusa fa distratto…
Eppure lui mi dice
che tra il suo mondo e il mio
l’ amore c’ è in comune
e credo io
che sia come una fune
tesa tra noi e Dio.

Segnalazione di merito Sezione A

Maria Rosaria Vetrugno, nata a Lecce il 30 Settembre 1964, residente a Novoli. Ha conseguito il diploma di maestra d’asilo e il diploma di qualifica di odontotecnico. Sposata e madre felicissima di Agnese, ha da sempre l’hobby dello sport e della lettura. Amante degli animali e della natura in genere, apprezza tutto ciò che ha a che fare con la musica, la danza e la recitazione e si diverte talvolta a giocare con le rime. E’ alla sua prima esperienza poetica e si sente sempre più motivata anche a continuare il percorso della scrittura con l’intento di realizzare una raccolta di versi.

La nube (Franco Frainetti)

L'acqua d'argilla nera
copre tetti di case sciancate,
gridano gli alberi sommersi
con le braccia al cielo,
lamine sparse, taglienti,
nascondono prati verdi,
corpi dilaniati vestiti di sangue
riposano nel fango,
tuona febbrile nell'aria
il disgraziato male,
sulle nostre teste
scende il silenzio
e la nube di fuoco e d'argento
getta sale
sui nostri cuori sciapi.
Segnalazione di merito Sezione A

Franco Frainetti è nato a Sezze Romano il 14/09/1949 in provincia di Latina dove vive e lavora. Si è laureato in Architettura a Roma nel 1976. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Frosinone dove si è diplomato nel 1986. Ha insegnato in alcuni Istituti d'Arte e Licei Artistici e attualmente è titolare della cattedra di Storia d'Arte presso il Liceo Classico di Aprilia (LT). Come Poeta ha partecipato a vari concorsi letterari, Nazionali e Internazionali, riscuotendo consensi di pubblico e di critica. Le sue opere sono state selezionate ed inserite in prestigiose Antologie.

In fondo al lago (Silvia Leuzzi)
In fondo al lago
c'è un'immagine,
c'è il vento
che bisbiglia alle foglie,
c'è il volto
di una bimba
che ha perso l'espressione,
che coltiva rughe
pettinando bambole.
In fondo al lago c'è la mota
che gira e rigira su se stessa
senza trovare
via d'uscita.

Segnalazione di merito Sezione A

Silvia Leuzzi, è nata a Roma il 15 settembre del 1961, lavora come impiegata presso il liceo di Ladispoli. Sposata con due figli, di cui il più grande affetto da grave disabilità psichica. Ha ripreso da poco più di due anni a scrivere dopo tanti anni di silenzio. “Vivere la disabilità del proprio figlio sconvolge la mente e spezza la creatività”, afferma la poetessa. Ha partecipato al Premio di Somma di Ostia con una serie di racconti ed è arrivata finalista. Diverse poesie sono pubblicate dalle collezioni della casa editrice Aletti.

Ghibli (Ester Cecere)

Fra acque azzurrissime
e sabbiosi deserti
improvviso, imprevisto
un unico fremito
un unico grido.
Insolito ghibli,
su città e polverosi villaggi.
E alla memoria s’affacciano
antiche fraterne battaglie.
Altri i luoghi
Altre le genti
Altro il vissuto
Identici,
coraggio e speranza.

Segnalazione di merito Sezione A


Ester Cecere è nata a Taranto il 30 aprile 1958, dove vive e lavora presso l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche, interessandosi di biologia marina.
E' sposata e ha due figli. Ad ottobre 2010 ha pubblicato la sua prima silloge dal titolo “Burrasche e Brezze” (edizioni Gruppo Albatros Il Filo, Roma) che raccoglie le poesie scritte sin dall’adolescenza. Da gennaio 2011, ha iniziato a partecipare a premi e concorsi letterari, ricevendo sino ad ora, sia per poesie inedite che per la suddetta silloge, ventisei riconoscimenti, tra i quali il “Premio del Presidente” alla XXV Edizione del Premio “Val di Magra Roberto Micheloni” (Aulla, MS), il Premio Speciale della Giuria "Aristide la Rocca" Opera Prima alla XVII Edizione del “Premio Internazionale di Poesia Poseidonia Paestum” e il secondo posto alla 36a edizione del Premio “Città di Fucecchio”. Una sua poesia “Centrale nucleare” è pubblicata nel libro “Scissione blues. Poesie contro le centrali nucleari”. A cura di Daniele Giancane. Autori Vari. Edizione La Vallisa, Bari 2011. Sue opere sono inserite nelle diverse antologie dei premi, fra le quali "Atti del Premio Mario Luzi – Edizione 2011", riservata alle migliori opere in concorso (Fondazione Mario Luzi Editore, Roma).


Tra le righe della vita (Anastasia Arnesano)

Tu, che la mattina ti svegli
e non saluti la nuova giornata;
tu, che vivi la tua vita stressata
per i tuoi mille impegni;
tu, che ti stai trasformando in una macchina
e non te ne stai accorgendo;
tu, ancora tu, che ti lamenti della vita
anche se non ti manca nulla;
tu, uomo del XXI secolo… chi sei?
Fermati e guardati dentro…
Ti riconosci?
Sei lo stesso uomo
che ha combattuto per i suoi diritti,
lo stesso uomo
che ha creduto in Dio,
la stessa persona
che, una volta, sapeva amare;
ma dov’è il tuo entusiasmo,
la tua fede, il tuo cuore?
Cercati, trovati tra le righe della tua vita.
Ci sei, devi solo imparare a leggere
ciò che i tuoi occhi stanchi non sanno vedere.
Penna, amica mia,
ti lascio qui, perché il mio intento
non è quello di fare poesia.
Tu che leggi le mie righe lo avrai notato,
non c’è nulla di impostato…
avrai trovato qualche rima,
niente di particolare;
ho scritto solo per dimostrare
che chiunque, se ha qualcosa da dire,
lo può fare.
Leggi tra le righe della vita
e poi scrivi, raccontati.
Lascia stare per un attimo i tuoi affanni.
Non c’è niente di più salutare
che guardarti intorno
e incominciare a narrare…

Segnalazione di merito Sezione A

Anastasia Arnesano , nata in provincia di Lecce il 23/02/1991, ha trascorso i primi anni della sua infanzia a Roma ed ora vive a Novoli (LE). E’ diplomata al Liceo Scientifico “Cosimo De Giorgi” di Lecce con 100/100 ed è iscritta nel libro delle eccellenze del liceo. Ha una buona padronanza della lingua inglese, ottenuta grazie al conseguimento del First Certificate. Amante dei quiz, ha partecipato, nel 2005, al programma televisivo “Genius” condotto da Mike Bongiorno. Tra i suoi interessi lo sport e l’ Azione Cattolica. Di recente scoperta l’ interesse per la poesia.

Salento (Giorgio Martina)
Terra d'angurie stese sotto il sole,
paese di promesse disattese,
che genera tra ulivi la sua prole
e vuole cancellarne le pretese.

Chi nasce sa recidere il cordone
di pampini e di tralci che lo lega
al grembo dalla madre, ma prigione
è l'essere lontano da chi strega

e canta verso lui come Nausicaa
per riportarlo sui lidi nativi.
Un'anima che va tra terra e mare

ascolta l'eco della voce amica,
si posa sulla rena i mesi estivi
ed è di nuovo pronta per salpare.

Segnalazione di merito Sezione B

Giorgio Martina è nato a Campi Salentina il 29/05/1984. E’ laureato in Giurisprudenza – Laurea Magistrale presso l’Università del Salento. Attualmente, svolge l’attività di praticante avvocato. In ambito artistico, si distingue quale cantante ed intrattenitore poliedrico e versatile. Ha studiato pianoforte e canto leggero presso la Scuola Superiore di Musica “Harmonium” (Novoli e Lecce). Ha collaborato con “Damusballet” (Lecce) alla realizzazione di musical e spettacoli canori (“Romeo & Juliet”, nel ruolo di Romeo; “Mamma mia”, nel ruolo di Sam).
Ha partecipato con la “Compagnia Teatrale In…stabile” (Novoli) alla produzione di musical (“Pinocchio”, “Peter Pan”, nel ruolo di Peter). E’ appassionato di poesia e scrive sonetti. La sua prima raccolta, “AttraVerso”, è in attesa di pubblicazione.
Ha all’attivo la partecipazione al cortometraggio “La strada che non voglio”.

A Otranto (Andrea Ricci)

Idrunto salato, sul mar dei miei avi
Austero ti adagi, adagi la roccia
In su rocce e scogliere; qui, di gocce
Gli scogli grondanti mirando e le navi

Straniere (i santissimi orbiti cavi
Ancor ne han timore), qui dove sboccia
Il suolo d’arborei tasselli, chiocce
Ciangottan le vie dell’ere tue gravi.

E come non grave farsi potrebbe
Il mio forte sentir? Qui, fra i tuoi arsi
Sentieri tinti dal mare increspato

Come incresparsi il pensier non potrebbe
Fra i dedali tuoi di sole cosparsi?
Ti devo il mio canto, o Idrunto assolato.

Segnalazione di merito Sezione B


Andrea Ricci nato a Novoli nel 1992, frequenta il primo anno della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa. Da sempre affascinato dalla poesia e dalla letteratura, ama in particolare autori moderni come Eliot, Joyce, Pirandello, Sartre, Russell, Ginsberg, Dawkins e Einstein (scritti divulgativi). Scrive per passione: la maggior parte della sua produzione consiste in sonetti, poesiole e bozzetti, per lo più tutti incompleti.


Il vento nel Salento (Gabriella Inguscio)

Forse le prime parole
mi son state sussurrate
dai grilli d’estate.

Per le strade pizzicava
la musica delle sagre paesane.
Luci, colori, sapori che
il tempo ha reso nostrane:

luce del sole d’agosto,
color smeraldo del mare,
sapore di pesce e frutti di terra
che qualcuno si appresta a rubare.

Degli anziani operosi sulla sedia,
davanti all’uscio di casa,
stormiscono le città.

Ci si smarrisce per le strade
così strette e così antiche
da sentirsi grandi come formiche.

Le mura di pietra bianca
intrise di storia
celano frantoi abbandonati,
narrano di martiri e di spiriti sopiti.

Di castelli e chiese
la nostra terra fa vanto
chè la gente vi rinviene conforto
quando dei figli ode il pianto.

I pescatori cercano al largo,
per le proprie reti, ristoro.
Logori della tramontana
fan ritorno guidati dal faro.

A volte lo scirocco
non lascia riposare,
ma il Salento dal cuore
non si può sradicare.

O giovane che studi lontano,
sul giaciglio pace non trovi,
hai lasciato la tua terra
ed ora innaffi un campo di rovi.

Segnalazione di merito Sezione B

Gabriella Inguscio nata e vissuta a Canosa di Puglia, per qualche anno. Trasferita a Milano. L'impronta è scientifica ma il percorso la porta verso studi giuridici, conseguendo la specializzazione in giurisprudenza. Coltiva con apprezzabili risultati la passione per l’arte e la poesia.


Quel meraviglioso albero (Maria Grazia Martella)
Sono lì, dietro la mia finestra
e guardo stupita, con aria mesta
quel meraviglioso albero d'ulivo
dopo un temporale primaverile
che da poco ha smesso il suo frastuono.
Guardo poi il cielo e vedo il sorriso del Sole
che con un velo accarezza e cancella le gocce ormai sole.
Esco e vado lì, sotto quel meraviglioso albero
solo, maestoso, rugoso, contorto, forse un po' stanco
ma sempre pronto a donarci tanto.
Dondola la sua chioma
sfiorata dal vento
accennando una danza.
E sul suo ramo
un piccolo pettirosso
l'accompagna con il suo canto
e le foglie gli fanno da coro.
Che musica meravigliosa!
Continuo a guardare quell'albero e all’improvviso
lui mi sorride e nei suoi occhi
la mia stessa luce,
la mia stessa voglia d'amore,
pace e contentezza.
Vedo in lui il mio stesso sogno
essere il maestro di un grande canto
di un grande girotondo di bambini
che fa sorridere e divertire
tutti, anche chi non sa gioire.
Vado via,
poi mi volto e vedo
che anche lui mi guarda
con fare sincero, e mi dico:
" Chissà nella sua lunga vita quanti giorni di pioggia
quanti bambini intorno a lui hanno giocato
e quanti cuccioli hanno trovato riparo proprio lì
sotto quel meraviglioso albero d'ulivo!"

Segnalazione di merito Sezione B


Maria Grazìa Martella nata a Bari il 07 agosto1967, residente a Caprarica di Lecce. Docente di scuola primaria dal 2001, sempre interessata a tematiche sociali, incaricata dal Sindaco quale collaboratrice per le problematiche del settore Pubblica Istruzione per il comune di Caprarica di Lecce.Svolge il suo lavoro con crescente interesse e responsabilità verso gli alunni. Dal 1990 coniugata e madre di due splendide bambine.

Le poesie selezionate nel Concorso "VITULIVARIA"

Premio Associazione “Viva Mente”
In bicicletta lungo una stradina di Acaya (Paola Marconi)

Le ombre lunghe dei tronchi
su questa strada che si fa sera
mentre corro
il respiro della vita
luce spezzata dalle fronde
percorse dal vento
rami che disegnano rughe
sull’asfalto
reticolo
dove le ruote inseguono
il sussurro dei pensieri
dove i pensieri perdono
il filo della vita
Corro i sentieri di questa terra antica
aspra nel sole che si spegne tra le fronde
dentro il groviglio dei rami
la linea distesa dei campi
oltre il profilo rigido del muro
che cinge la mia strada
laghi di luce distesi sulla sera
dove si quieta
l’affanno dei pensieri
Rapide le ruote
più leggere di ali
tagliano fili d’ombra
schegge di sole sull’asfalto
che percorre la mia vita
curve che si perdono
nei bivi del vento
lungo le vene di giorni
allineati
come le pietre del muro
E con le ruote lo sguardo
senza respiro
dentro i colori della terra
che si fa sera
nei contrasti del cuore
l’ultima luce del giorno
Prima
dei ricordi di domani.



Paola Marconi Roma 26/03/1968, è un ingegnere aerospaziale che ha scelto di vivere il Salento e la sua poesia. Le sue passioni sono la Mountain Bike, la Corsa e la Poesia, e questo è il suo primo concorso letterario.


Premio “Città di Novoli”
Lamento di femmina antica per la sua terra
(Anna Maria De Luca)

Quando verrai da me al Sud, amore,
cercami tra le bionde capre
che brucano salmastro
ritte sugli scogli odorosi,
nel vento che suda di sale
e s’attacca alle ossa.
Cercami tra l’odore di mosto e sentìna,
con la bocca rossa di rùsciuli e vino,
nell’ utero caldo di un ulivo nodoso,
e gli acini turgidi e neri.
Quando verrai da me, al Sud, amore,
cercami tra gli arabeschi di foglie di tabacco
e i fichi spaccati sui muri di pietra
dove lucertole bambine s’immolano al sole.
Cercami tra uomini che potano vigne
e donne che tagliano uva,
tra scale di legno che corteggiano ulivi
e canti di contadini che accendono fòcare.
Cercami, amore, tra le meste stanze di una masseria bianca
che odora di pecore crude,
nella casa d’albume dove respirarono le mie prime ombre,
tra gli effluvi di gocce di sole che stordirono la pelle .
Cercami negli occhi di una vecchia che ha paura,
sulla bancarella che vende cupèta e bianchi confetti ricciuti,
tra le onde dispettose di un maggio gentile.
Fruga tra le ombre che assaltano il mio Sud, amore,
fruga tra gli specchi e gli sbagli,
fruga tra i mercanti che svendono bellezza,
tra le carcasse di ulivi dimenticate sulla terra rossa,
tra vigne distratte dall’eterno inganno.
Sputa vomito azzurro su mattoni e cemento,
scaraventa furore sull’idiozia di chi solo sa,
maledicilo tu chi odia il mio Sud.
Cercami amore, quando verrai al Sud. Cercami dove sai.
Mi troverai con una noce a tre spacchi stretta nel pugno,
sola, a masticare la sera.





Anna Maria De Luca, 48 anni, nata a Lecce, vive a Novoli. Formazione classica, laurea in Scienze Politiche, lavora da anni presso un istituto bancario nazionale. Ha conseguito vari premi in concorsi di poesia e scrittura. Le sue poesie sono presenti in alcune antologie. Ha pubblicato con Lupo Editore la silloge di poesie “Divento”. Oltre alla scrittura, la sua grande passione è il teatro.

giovedì 15 dicembre 2011

Premio speciale della Giuria

 Ha ragione Gianpaolo, noi attori siamo tutto questo… e anche qualcosa in più, forse. Altrimenti non ci sogneremmo mai di sfidare il pubblico ad ascoltarci nelle nostre prolusioni per un’ora e forse più, convinti di regalare emozioni, di trasudare con Lui, di stregarlo, di incantarlo in un delirio di onnipotenza.
D’inverno e d’estate; in riva al mare; in vecchi chiostri medievali ancora odorosi di anice e di preghiere; in piazze gialle per i tanti tufi gialli, appena scolpite da gerani pendenti rossi o fucsia; su selciati e basolati vecchi di secoli; in castelli che ancora risuonano di grida ottomane e di passi svelti di donne scalze; accolti da un sagrato povero di una chiesa… In questa pluralità di luoghi, oppure sulle tavole di un palcoscenico glorioso; ecco che l’attore fa il suo gioco, molto seriamente.
Diventa tanti personaggi, li riscrive con il suo sangue, impara fiumi di copioni in uno schizofrenico essere se stesso e tutti gli altri.
E io, non attore, insegnante di Francese in un liceo, non posso non fare l’attore.
Né tantomeno smettere di inventare storie e viverle con gli amici teatranti, musici, mimi, cantastorie.
Se ci capita di incontrarci ve le dirò e riconoscerò, guardandovi negli occhi, le vostre vibrazioni.
E allora sarò felice di portarvi per mano nelle mie fantasie.
Evviva il teatro, che il teatro viva!
Donato Chiarello ( Corsano LE )

Macchina nera
Io sono nato al Sud.
Ho visto partire mio padre tante volte
e tante volte ho scagliato
con forza di bimbo
pietre
alla macchina nera
che portava mio padre alla stazione.
Poi son partito anch’io
e mia madre mi scagliava altre pietre,
intrise di preghiere,
di sogni,
di pianti celati,
di speranze,
di ricordi profumati.
Mio padre partiva con la macchina nera,
tornava con la sua valigia verde.
E quando l’apriva sul tavolo in cucina
ne usciva un profumo indefinibile
di banane,
di cioccolate,
di sigarette,
di salami,
di giochi,
di calze,
di soldi,
di lui.
Io sono nato al Sud.
È da qui che si parte
con la macchina nera e con una valigia verde.
Domani non vorrei scagliare pietre su altre macchine nere
che portano le mie figlie alla stazione,
perché anche loro sono nate al Sud.
Ed è da qui che si parte.
Con una macchina nera.
Solo la loro valigia verde vorrei aprire ancora e ancora sul tavolo in cucina.
Donato Chiarello


Fai l’eroe perché sei vigliacco e il santo perché sei malvagio;
fai l’assassino perché muori dalla voglia di uccidere il prossimo;
fai l’attore perché sei bugiardo dalla nascita.
Jean-Paul Sartre

Poesia III classificata per la Sezione A:

Non scriverò più di te

Non scriverò più di te perché non so amarti,

non so sollevarti dal nome che porti,

dal flebile fiato che ti lega alla vita,

dalla memoria malata che fugge e s’intrica

e complotta, t’imbroglia, ti sfida,

dall’identità persa e sconfitta,

dal pianto e dal riso che avevi una volta,

dal salto nel vuoto, dalla quiete ossessiva,

dall’ assillo del moto, dai gesti insensati di ira,

dalle grida, dall’eco della tua voce nel buio,

dal silenzio che odi e ti odia

e s’annida come un tarlo feroce

nel cuore sterile dei giorni tuoi.

Non scriverò più di te

né del tuo volto turbato,

né del tuo affetto esaltato,

né del tuo mondo corrotto e alienato;

non scriverò delle tempeste che ignori

o dell’impazienza che non comprendi

o del tempo che non ti appartiene

o dell’indecenza che non meritavi.

Non scriverò più di te perché non posso salvarti,

perché non posso sottrarti al tuo male,

alla tua reclusione,

al tuo eremo di manie e di tormenti,

alle torri bianche delle tue prigionie.

Non scriverò più di te,

non scriverò del tuo male

che disconosci, che neghi

che non riconosci e non spieghi,

perché non hai specchi nella tua casa,

perché non vedi nell’oscurità le tue mani.

Non scriverò più di te,

non scriverò dei tuoi occhi,

né dei tuoi anni domani;

non scriverò della tua cara figura,

perché ho visto il tuo male

e nella linea sottile dell’ombra

ho riconosciuto il tuo volto

il mio volto ed ho avuto paura.

Stefania Invidia ( Novoli - Lecce)

Poesia III classificata per la Sezione A:

UN CESTO DI MORE E DI FIORI

Cascine dai muri sconnessi

e l’erba spaccava le crepe,

i piccoli piedi giocosi

nascosti da zoccoli grandi.

Un cesto di paglia intrecciata,

farcito di more e di fiori,

compagno di gaie escursioni

nel tempo del gusto alla vita.

Di lato del pozzo sostava

ancor lacrimando la brocca,

sbeccata nell’ardua fatica

di toglier dell’acqua alla terra.

Canzoni cantavo e coglievo

le viole, le spighe e le fresie,

amiche danzanti per l’aria

farfalle esaltate di sole.

Profumo d’estate al podere,

fragranza d’antichi sapori,

l’odore del latte e del cacio,

del pane a scaldare nel forno.

Spingevo i miei sogni più in alto,

ancora più in su delle nubi,

cercando al mio cuore uno spazio

di fragole e di paradiso.

Il primo rondone volava

cercando quel nido lasciato,

nel cielo arabeschi pittava

garrendo al suo tetto in attesa.

E il ponte, ricordo da sempre,

fra due grandi cuori consunti,

recava col gesso la scritta…

‘’ se torno dal fronte ti sposo’’.

Fulvia Marconi ( Ancona) - nominata dall'Associazione Culturale Internazionale Universum Switzerland con sede a Lugano (CH), ''Presidente Regionale'' responsabile per la zona Marche.

Presidente ed organizzatrice del Premio Letterario Internazionale ''Laudato si' o mi' Signore'' giunto quest'anno alla sua 2° edizione - cerimonia di premiazione ad ottobre in Falconara Marittima (AN).

Si diletta con la poesia dal giugno 2006 ottenendo 54 volte il primo posto in concorsi poetici nazionali ed internazionali.

Ottiene per dieci volte il primo posto assoluto, per due volte riceve la medaglia del Presidente della Repubblica ed una volta la medaglia del Presidente del Senato.

Stipula un contratto ventennale con il Dottor Maurizio Costanzo che pubblica la sua poesia ''Un mare d'inverno'', nell'antologia poetica ''Poetando - L'uomo della notte''.

Si classifica al Primo posto al Premio Europa (Lugano CH) nell'aprile 2010 (972 liriche esaminate).

E' membro di Commissione Giudicatrice nel Premio Letterario Internazionale ''Città di Martinsicuro'' e nel Premio Nazionale di Letteratura ''Città di Grottammare''.

Ha fatto parte della Commissione Giudicatrice del Premio ''Santo Stefano in versi'' (Santo Stefano - IM).

Nell'anno 2010 riceve il ''Premio Smile'' destinato a 3 persone che nell'anno si sono distinte in particolar modo per meriti culturali letterari o umanitari.

Nel marzo 2011 nella stupenda cornice del Palazzo delle Maestranze di Ronciglione (VT), partecipa in qualità di ospite d'onore ad una conferenza sulla poesia e sulla sua interpretazione.

Nel novembre 2011 è stata Presidente di Commissione Giudicatrice del ''Premio Internazionale G. Natta'' giunto alla sua XIII° edizione (Vallecrosia IM).

Nell’anno 2012 sarà membro di Giuria nel Premio Letterario Internazionale ‘’Europa’’ la cui premiazione si svolgerà a Lugano (CH).

L’Associazione Culturale Internazionale Universum-Switzerland propone la sua candidatura al Premio ‘’DONNA DELL’ANNO 2012’’ sez Cultura.

- Il giorno 5 dicembre 2011 dalle ore 19,30 alle ore 19,45 concede un’intervista telefonica al Dott. Maurizio Costanzo che la proporrà il giorno successivo nella trasmissione ‘’Poetando’’ in onda su Radio Rai uno.

Poesia II classificata per la Sezione A:

ERA IL TUO SONNO

Accompagnami ancora al davanzale
del nuovo giorno
col vecchio ritornello sempre uguale
di quella tua canzone da ragazzo
che destava la casa contadina
con scie di dopobarba ed il bollente
aroma del caffè.

Imperioso già il gallo aveva aperto
la ferita dell’ alba e già la luce
ne fluiva cantando.
E il tuo vigore giovane sfidava
al grido della zappa le impietrite
pendici d’ un vulcano
per spalancarvi un solco ai nuovi semi.
La fatica
era la gloria del tuo mezzogiorno
quando quel primo sorso alla sorgente
tramutavi in preghiera
di refrigerio ai padri ormai dissolti
nella terra bruciata.

E la tua pena
riconciliava i nostri giorni acerbi
col bene della vita se l’ autunno
versava nello scrigno delle tue
mani incallite
il suo dono di grappoli e di grano.

Conducimi alla soglia della sera
che varcavo con te nella fragranza
forte del tuo sudore, nella calma
penombra dei tuoi passi.
E il buio che avanza
avrà ritmi di gioia. Com’ era allora
che s’acquietava il nostro dormiveglia
alla cadenza tenera d’ un fiato
che ci avvolgeva come la risacca
sulla riva del mare.
Era il tuo sonno
la tranquilla fiducia che disperde
paure e solitudini nell’ eco
d’una favola in cui ci sorrideva

con i tuoi occhi il volto dell’ ignoto.

Salvatore Cangiani ( Massa Lubrense ) risiede da molti anni a Sorrento.Laureato in Lettere presso l’Università di Napoli,è stato per oltre trent’anni docente . Poeta sia in Italiano che in Vernacolo napoletano,ha pubblicato le seguenti raccolte di versi:
LA SPERANZA,con prefazione di Domenico Rea,F.lli Ferraro Editori,Napoli 1980;
POESIE PER SORRENTO,1984; IL PALPITO VERDE,1987;VIA CRUCIS,1989; ‘A VOCE D’’O SILENZIO,1989; LAUDA PER LA MADRE,1993,tutti per I tipi de “Il Sorriso di Erasmo,Edizioni Lubrensi”.
NATALE NEI VERSI DI S.CANGIANI,1996,in lingua e in vernacolo,edito da Gutenberg di Sorrento,a cura del Servizio Bibliotecario Sorrentino “Don Onorio Rocca”;
BRIVIDI E FUOCHI,1997,con la splendida prefazione di Franceso D’Episcopo,Ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università Federico II,a cura dell’Istituto di Cultura di Napoli;
IL CERCHIO INTORNO AL BUIO,1997,pubblicazione gratuita di Pietro Chegai Editore, per aver vinto il “Premio Parole” della Basilica di Santa Croce in Firenze;
CIELO E MARE,2001,seconda raccolta in vernacolo napoletano,con note introduttive di Francesco D’Ascoli e Luigi Imperatore,per le Edizioni Partenope di Napoli;
SULLE RIVE DEL SELE,2007,con autori vari,pubblicazione gratuita de “Il Fauno Edizioni”per aver vinto il Concorso “Il Fauno d’Oro di Contursi”;
I FLAUTI DELLA SERA,2008,Edizioni Libroitaliano,Ragusa, vincitore del “Poseidonia Paestum 2009.
Presente in numerose antologie,l’autore collabora a varie Riviste Letterarie,sulle quail appaiono sempre più spesso recensioni e giudizi della più qualificata critica nazionale,con le prestigiose firme di Valentini,Ramat,Vettori,De Napoli,Clementoni,Leronni,Giacalone e tanti altri.
Esiste, sulla sua poesia,un’ampia bibliografia,che fa da sfondo ai seicento riconoscimenti ottenuti in tutte le regioni d’Italia,di cui almeno un terzo sono primi premi assoluti quali,per citarne solo qualcuno” Santa Chiara” di Udine,”S.Cipriano al Naviglio” di Milano,”Casentino” di Arezzo,”Giorgio La Pira” di Pistoia,”Santa Margherita” di Arcola (La Spezia),”Gioachino Belli” di Roma,(in Campidoglio),”Megaris”di Napoli ”Salvatore Di Giacomo” di Ottaviano,”Aeclanum” di Mirabella Eclano,”Tremestieri Etneo” di Catania,”Ninfa Camarina” di Vittoria(Ragusa),”La Gorgone d’oro” di Gela. La sua Città natale,Massa Lubrense,gli ha conferito l’Onorificenza Civica”Il Vervece D’Oro”e la Città di residenza lo ha onorato con il Premio “Sorrento nel mondo”.Ha ricevuto per ben cinque volte La Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica.
Molte sue liriche,soprattutto di ispirazione religiosa, sono state musicate da noti compositori locali.




La poesia vincitrice del Concorso per la sezione B:

Tra le pietre l’ulivo

Esistenze trascorse senza voce

come gole riarse dalla sete.

Informi, immobili, dure.

Come pietre di un muretto a secco,

gravose l’una sull’altra,

ma tenute insieme

da una forza di natura.

Orizzonti costretti tra perimetri calcarei.

Pensieri saccheggiati da antichi pirati

giunti dal mare sullo scoglio

indomiti come la fame.

Eppure tra le pietre bruciate dal sole

l’ulivo non ha smesso di fiorire.

Il piede calloso dell’uomo ha vinto

sul morso della serpe insidiosa.

Da quei muri di pianto

si levano canti d’amore.

Filomena Visconti,(Carmiano - Lecce), laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Lecce, insegna attualmente al liceo classico “F. Capece” di Maglie.


Evidenza

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